Il Commento ai Salmi di Eusebio di Cesarea online

Eusebio di Cesarea: vita e opere

Il nome di Eusebio di Cesarea (260-340 ca.) è legato a opere afferenti a una grande varietà di generi letterari: dal dittico apologetico di Preparazione evangelica e Dimostrazione evangelica, all’opera storica della Storia ecclesiastica, dai testi eruditi di Onomasticon e Chronicon alla biografia celebrativa del primo imperatore cristiano quale la Vita di Costantino.

Commento ai Salmi/1 – Collana Testi patristici
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«La salvezza. Relazioni fra pagani e cristiani nella tarda antichità». Un nuovo volume su un tema di straordinaria attualità

La drammatica crisi sanitaria e sociale che attraversiamo ormai da quasi un anno sta facendo emergere in tutta la loro forza questioni fondamentali per chiunque, ma che la routine e il ritmo frenetico della vita quotidiana, a cui eravamo ormai abituati in Occidente, tendeva ormai a farci dimenticare. Dinanzi agli eventi ineluttabili della malattia e della morte, come si salva l’essere umano? E che cos’è davvero la salvezza? Come la si raggiunge? Chi è colui che ci salva? E i diritti della vita dello spirito sono forse in contrasto con quelli del corpo? Che cosa possiamo riscoprire attraverso la lettura e la conoscenza meditata di quell’immenso tesoro spirituale che ci viene dal mondo mediterraneo antico, e in particolare dalla Parola contenuta nel Nuovo Testamento e negli scritti dei Padri della Chiesa?

Il nuovo volume La salvezza. Relazioni fra pagani e cristiani nella tarda antichità, a cura di Vincenzo Lombino e Arianna Rotondo (collana Ho Theologos), Roma, Città Nuova, 2020, costituisce un’opera di straordinario interesse per tutti coloro che si interrogano su queste e altre decisive questioni. Per una presentazione dell’opera, lasciamo qui la parola alla prof. Arianna Rotondo, che insegna Storia del Cristianesimo all’Università di Catania.

La Salvezza. Relazioni fra pagani e cristiani nella tarda antichità – Ho Theologos
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Un blog internazionale di patristica

Carissime lettrici, carissimi lettori,

Con questo post siamo felici di inaugurare oggi, 26 gennaio 2021, un blog a carattere internazionale interamente dedicato alla conoscenza dei Padri della Chiesa, con lo scopo di fornire non solo agli addetti ai lavori, ma a tutto il grande pubblico interessato, uno strumento agile, efficace e costantemente aggiornato, per conoscere ed essere sempre meglio informati sulla letteratura cristiana antica, greca, latina e in lingue orientali, e più in generale sulla storia del cristianesimo antico e della prima età bizantina.
Il nome del blog è “What’s New in Patristics” / Novità della Patristica.
Ci auguriamo che questo nuovo spazio online possa diventare un punto di riferimento per tutti coloro che in Italia e all’Estero s’interessano ai Padri. Da qui anche il suo doppio titolo, inglese e italiano.

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Introduzione alla lettura dell’A Diogneto

All’interno del panorama editoriale italiano sugli studi patristici, la casa editrice Città nuova occupa senza dubbio un ruolo di primo piano, e non solo in ragione della storica collana Testi Patristici e delle numerose edizioni dei Padri della Chiesa da lei pubblicate, ma anche per la costante volontà di rinnovarsi. In quest’ottica, gli studiosi e gli appassionati di patristica non potranno non salutare con vivo interesse la nuova collana Nuovi testi patristici. La collana è stata inaugurata pochi mesi fa ospitando nel primo volume l’edizione critica con traduzione italiana e commento dell’A Diogneto, a cura di Fabio Ruggiero. Sulla base della ricchissima introduzione che accompagna il libro, proponiamo una breve guida alla lettura dell’A Diogneto, un testo che, come Fabio Ruggiero ci mostrerà in un prossimo post, per la sua notevole rilevanza fu menzionato più volte anche nei documenti di uno degli eventi-chiave della storia del Novecento, il Concilio Vaticano II.

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Perché leggere i classici, perché leggere i Padri

In uno dei saggi della raccolta – assurta lei stessa ormai al rango di “classico” –  intitolata: Perché leggere i classici?, Italo Calvino tra l’altro scrive: «è classico ciò che tende a relegare l’attualità al rango di rumore di fondo, ma nello stesso tempo di questo rumore di fondo non può fare a meno». Giocando con il titolo di Calvino, potremmo chiederci provocatoriamente: perché pubblicare i classici e in particolare i Padri della Chiesa? ha senso, oggi, editare opere di letteratura cristiana di millecinquecento o quasi duemila anni fa? A cosa serve tutto questo, se è vero che non troveremo tra quei classici manuali di istruzione per districarsi nella selva dei social network, oppure saggi economici per affrontare gli effetti di una pandemia così grave come quella con cui da alcuni mesi siamo costretti a convivere?

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