Questo dettagliato Commentario all’Ecclesiaste, attribuito per lungo tempo a San Gregorio Agrigentino, nella recente edizione critica del 2007 è presentato come dello Pseudo-Gregorio di Agrigento. Negli anni immediatamente successivi, la ricerca filologica ha permesso di identificare come suo autore Metrofane († 912 ca.), metropolita di Smirne, già noto come uno degli avversari di Fozio. Nonostante l’evo bizantino inoltrato, Metrofane continua la tradizione esegetica dell’Ecclesiaste che risale a Origene e interpreta il testo sapienziale come «libro della fisica», ovvero libro della conoscenza della natura, per la cui meditazione l’uomo può liberamente determinarsi per il suo bene. Nel commento ai primi versetti dell’Ecclesiaste, Metrofane scrive che questo libro sapienziale tratta «dell’ordine e dello stato di quasi tutti gli enti e fenomeni della natura e inoltre anche della bontà o della malvagità della facoltà volitiva degli uomini» (I. 2).



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